martedì 22 giugno 2010

ALIENI NELLA BIBBIA?


Dalle traduzioni "letterali" le sorprendenti rivelazioni.

Innanzitutto una precisazione preliminare: Mons. Corrado Balducci – portavoce del Vaticano per il tema degli extraterrestri – ha sostenuto che gli Alieni esistono e che la Bibbia li conosceva senza alcun dubbio!
Ma noi non ci accontentiamo e ci poniamo quindi una domanda: c'è la possibilità di saperne di più, di avere riscontri, di andare anche oltre le parole dell'autorevole esponente della Chiesa?
Il lavoro di traduttore letterale di ebraico biblico mi fa dire di si.

Certo è necessaria quella apertura mentale che aiuti ad accettare la Bibbia come un libro di storia, un libro che non è nato quindi per creare una religione ma per raccontare la saga di un popolo e degli Elohìm che ne hanno determinato la nascita e lo sviluppo.
Sappiamo che la Bibbia è stata analizzata alla luce delle più diverse chiavi di lettura (teologica, allegorica, esoterico-iniziatica, psicanalitica…) ma noi dobbiamo fare il passo che ci porta capirla nella sua concretezza.
Per farlo seguiamo Rashi de Troyes – uno dei massimi esegeti ebrei (X-XI sec d.C.) – il quale affermava che alle parole della Toràh si possono attribuire anche 70 significati diversi, ma "c'è un significato che queste parole non possono non avere ed è quello letterale". Ecco il punto: essere disponibili a cercare di capire che cosa gli autori ci hanno veramente voluto dire senza tentare di piegare il testo alle dottrine che di volta in volta si intendono affermare.
Se consideriamo l'Antico Testamento come un libro di storia, dobbiamo attribuirgli gli elementi tipici di ogni testo storiografico e dobbiamo quindi considerare che racconterà delle verità, delle falsità, conterrà degli errori, delle dimenticanze accidentali o volute…
Dobbiamo anche ricordare che gli autori di ogni tempo scrivono utilizzando le categorie culturali, concettuali e linguistiche di cui dispongono.
Sappiamo allora che i popoli antichi parlavano di tutto ciò che era inerente al volo con la terminologia del mondo degli "uccelli"; ciò che attraversava velocemente l'aria era descritto come una forma di "vento" (ruàch, poi tradotto con "spirito"); tutto ciò che emetteva una energia visibile era definito "ardente o infuocato"; getti o riflessi di luce erano "lampi"; ogni rumore o frastuono prodotto da un qualunque mezzo veniva identificato con il "tuono" o con il rombo prodotto da grandi masse di acqua; ogni strumento di osservazione, magari di forma tondeggiante, era evidentemente un "occhio", e così via…
Se leggiamo la Bibbia con questi criteri facciamo delle scoperte di non poco conto.
Chi segue con seria curiosità i temi di cui qui si tratta, conosce la visione dei carri celesti di Ezechiele, la vicenda del cosiddetto rapimento di Elia, forse anche la meno conosciuta visione di Zaccaria….
Ma ciò che si tralascia in questi casi è la conferma indiretta che sembra invece essere un elemento di prova fondamentale.
Ad esempio: chi sa cosa fanno i discepoli di Elia dopo la sua salita in cielo in un carro volante?
La riposta a questa domanda ci dice che quel comportamento era coerente "solo nel caso di una vera salita fisica in un oggetto volante".
Chi tiene conto della parola di Zaccaria che definisce un rapporto preciso tra gli OVNI che ha visto e la terra di Shin'ar (Sumer) che Sitchin ci racconta essere l'origine della civiltà?
Come si comprendono le conseguenze legate alla manifestazione della gloria di Dio a Mosè, se non si sa che il termine ebraico (kevòd) non rimanda a concetti astratti (come erroneamente interprato dai greci, seguiti dalla tradizione) ma ad un "qualcosa" che noi potremmo assimilare ad un aereo, un grosso mezzo semovente…?
Chi spiega con coerenza il comportamento degli "angeli" (mal'akim) che incontrano Abramo prima e Lot poche ore dopo?
E molte altre domande simili…
Ma le varie visioni non esauriscono la questione sulla esistenza degli OVNI al tempo della formazione del popolo ebraico: altri elementi sono portatori di una evidenza altrettanto illuminante.
Il concetto di Benedizione è stato nei secoli oggetto di una lunga evoluzione che lo ha portato ad assumere delle valenze spirituali ma in origine era un atto ben diverso che ci chiarisce aspetti importanti degli Elohìm (Dio?).
Gli stessi dieci Comandamenti che ci sono stati insegnati non sono quelli sui quali l'Elohìm (Dio?) dice espressamente di voler fondare la sua Alleanza. Quelli insegnati a noi hanno una forte componente etica mentre i Comandamenti che l'Elohìm fa scrivere sulla pietra definendoli fondamentali per l'alleanza col popolo non possono essere utilizzati con queste finalità: nessuno aderirebbe ad una religione fondata su quel tipo di regole.
Però tra le caratteristiche sorprendenti degli Elohìm ve n'è una che le sovrasta tutte e che è chiaramente espressa dalla Bibbia al di là di ogni dubbio interpretativo: gli Elohìm erano molto potenti e certamente anche longevi, ma NON immortali!
Affermazione inaccettabile – di cui mai si parla – ma è una affermazione scritta nella Bibbia, con una chiarezza sconcertante, che ci rivela che gli Elohìm muoiono come i Terrestri: noi non abbiamo dubbi in merito perché gli Alieni non sono certo immortali.
Ma non è ancora tutto.
Dalla morte degli Elohìm passiamo all'origine della vita dell'uomo e qui scopriamo che la Bibbia conferma Sitchin.
Torna qui il tema degli strumenti concettuali e linguistici di cui gli autori dispongono: i prefissi usati, i termini che indicano "immagine e somiglianza", ci raccontano una storia diversa da quella che la religione ci ha tramandato.
La lingua ebraica ci dice che noi siamo stati "formati" utilizzando quel "quid di materiale che conteneva l'immagine degli Elohìm" e che "è stato tagliato fuori dagli Elohìm stessi".
Ora tutti noi sappiamo bene "che cosa contiene la nostra immagine" (impronta) e sappiamo anche che può essere "tagliato fuori" (per essere reimpiantato): il DNA.
E questo pone domande non da poco sulla stessa "fonte" dei testi considerati religiosi: se noi siamo figli di Alieni che muoiono come noi, come spieghiamo l'origine della ispirazione che ha portato alla scrittura del Vangelo di Giovanni, il Vangelo mistico per eccellenza perché direttamente ispirato dallo Spirito?
Se confrontiamo quel testo con il Corpus Hermeticum scopriamo che forse la fonte di ispirazione va ricercata nelle varie dottrine che l'uomo ha elaborato nel corso dei secoli per colmare un vuoto esistenziale: senza Alieni, senza Dio!
Ma l'uomo non può stare senza Dio ed allora ha sempre avvertito la necessità impellente di costruirsene uno (o più) a sua immagine e somiglianza.
Nel fare questo ha dimenticato il momento in cui camminava fisicamente con gli dèi ed allora li ha rielaborati e trasposti in altre dimensioni.
Ma la Bibbia ci racconta l'origine di tutto questo processo: ci narra cioè quando sono stati gli Alieni ad usare la loro "impronta" per fare noi.
Una ipotesi naturalmente, ma una ipotesi decisamente motivata, dunque la ricerca continua.
Mauro Biglino

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