domenica 27 giugno 2010

LA GHIANDOLA PINEALE

La ghiandola pineale o epifisi è una ghiandola endocrina delle dimensioni di una nocciola, sporge all’estremità posteriore del 3° ventricolo.
Appartiene all’epitalamo ed è collegata mediante alcuni fasci nervosi pari e simmetrici (peduncoli ipofisari), alle circostanti parti nervose.
Le sue cellule, i “pinealociti” producono l’ormone melatonina che regola il ritmo circadiano sonno-veglia, reagendo al buio o alla poca luce.

La melatonina è inoltre l’ormone antagonista degli ormoni gonadotropi ipofisari, infatti gli elevati quantitativi di melatonina nell’individuo in età prepuberale, ne impediscono la maturazione sessuale.
All’inizio della pubertà i livelli di melatonina decrescono notevolmente e nell’epifisi si accumula la sabbia pineale(anche se studi recenti hanno dimostrato che l’attività di deposizione della sabbia è legata ad una crescente attività secretiva).
La ghiandola pineale secerne melatonina solo di notte:
poco dopo la comparsa dell’oscurità le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all’approssimarsi del mattino.
L’esposizione alla luce inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente.
In questo senso l’epifisi sembra rappresentare uno dei principali responsabili delle variazioni ritmiche dell’attività sessuale, sia giornaliere che stagionali (soprattutto negli animali).
Conosciuta fin dall’era antica, anche per la sua frequentissima calcificazione in età matura, questa ghiandola di circa 150 mg, grossomodo al centro del cervello, è uno dei centri dell’organizzazione circadiana dell’organismo, comunque di ancora poco interesse in neurologia moderna.
Per la sua posizione centrale, per l’aspetto calcifico e il disegno creato al taglio anatomico, è sempre stata oggetto di concetti misterici.
Per la medicina orientale, le informazioni ricevute dai campi di energia sottile attraverso la ghiandola pineale sono decodificate e trasmesse lungo la colonna vertebrale come vibrazione risonante.
L’informazione viaggia ad altre parti del corpo attraverso canali di energia, campi bioelettrici, fibre nervose e sistemi di circolazione.
Per Descartes la ghiandola pineale è il punto privilegiato dove mente (res cogitans) e corpo (res extensa) interagiscono, poiche’ considerata da lui organo umano ad essere unico e non ripetuto due volte.
Per i Discordiani, consultando la propria ghiandola pineale si può ottenere la risposta alle domande più difficili sulla vita.
Anche nel Vangelo vi è un accenno al terzo occhio:
” La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce;
ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! “.
(Matteo 6,22-23)
IL RISVEGLIO
Il “terzo occhio” è il presupposto dell’”intuito” e della “chiaroveggenza”. Esso è situato nel centro della fronte leggermente sopra le sopracciglia.
E’ collegato al sesto chakra e alla ghiandola pituitaria o ipofisi, anche se è comune credere che la ghiandola pineale o epifisi sia la ghiandola del terzo occhio.
Attualmente possiamo dire che la pineale è una ghiandola in letargo, dovuto al suo inutilizzo negli ultimi millenni da parte dell’uomo.
L’attivazione del sesto chakra comporta l’emancipazione dell’intuito personale.
L’intuizione è la capacità di captare una verità senza l’uso della logica mentale.
Essa fa parte della sfera irrazionale dell’uomo. Una forte intuizione porta alla “divinazione”, della quale la più comune e popolare pratica è la cartomanzia.
Un essere in evoluzione passa dall’iniziale intuizione alla piena attivazione del terzo occhio e così alla veggenza. Divinazione, terzo occhio e veggenza rientrano sempre nella sfera dei talenti personali.
Quando il terzo occhio è totalmente aperto è possibile vedere e fare molte cose. E’ possibile vedere dentro ad un corpo umano sia nel macro (organi, ghiandole, ecc.), sia nel micro (sangue, cellule, ecc.), tanto da poterne fare dei check-up particolareggiati.
E’ possibile vedere anche altre realtà, oltre a quella fisica, come ad esempio le entità disincarnate, l’aura, i chakra.
Tramite di esso è possibile rivivere in pieno una propria vita passata, ma anche vedere quella di altri.
E’ possibile sapere e vedere che cosa fanno, pensano e dicono le altre persone, restando però nella più completa discrezione. E’ possibile fare un “volo astrale”.
ILLUMINATED CHAKRAS
” La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! “.
(Matteo 6,22-23)
Fonte
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