domenica 8 agosto 2010

La battaglia di Los Angeles


IL 25.2.1942 Los Angeles cadde in preda al terrore, alle ore 2.30 le batterie anti aere della citta' aprirono il fuoco nei confronti di un enorme oggetto volante non identificato .
Furono sparati oltre 2000 colpi calibro 450.00. ma l'oggetto che per oltre venti minuti stazionò sui cieli della Città non fu minimamente scalfitto dalla contraerea .
I danni furono tremendi per la città mgliaia di bossoli caddero sulle case e palazzi provocando morti e feriti .
Si pensava a un ennesimo attacco Giapponese"- ma le foto scattate dimostrarono che nei cieli della città c'era qualcosa d'altro , qualcosa che non poteva essere abbattuto con le armi convenzionali .
Migliaia di cittadini furono presenti all'attacco della contaerea , anche se era notte l'astronave era visibilissima grazie ai riflettori che inquadravano con precisone l'oggetto volante .



La zona interessata di Los Angeles-Culve City e Santa Monica fù teatro del primo avvistamento ufficale dell'oggetto immenso, rendendo assurdo il fatto, che non era stato minimante scalfitto dalle granate della contraerea furono scattate centinaia di foto .
L'oggetto in questione si dileguò verso loong Beach come se nulla fosse accaduto per guzzare nello spazio a velocità immensa.
Tale evento fu catalogato come il primo caso di avvistamento UFO documetato della storia.




Ma vediamo insieme i resoconti della vicenda :25 FEBBRAIO 1942 PRIME ORE DEL MATTINO
Testimonianza del tenente di vascello Roger Cuuper Servizio di difesa costiera :
Dozzine di riflettori della 37° Brigata di Artiglieria Costiera intercettarono immediatamente quella nave, apparsa come una magica e surreale lanterna nel buio e limpido cielo invernale sopra la città degli angeli. Pochi in città riuscirono a dormire dopo che i cannonieri della difesa costiera aprirono il fuoco scaricando centinaia e centinaia di raffiche di proiettili verso l'oggetto luminoso, avvistato inizialmente mentre fluttuava sopra gli studios Metro Goldwin Mayer di Culver City.
Il fragore delle artiglierie e il sibilio dei traccianti vennero avvertiti ovunque a Los Angeles, mentre i militari erano certi di essere riusciti a centrare il bersaglio... senza alcun risultato.
Nella foto riprodotta e analizzata in queste pagine, si vede il cielo di Los Angeles come appariva all'altezza del fuoco incrociato.
Facendo attenzione alla convergenza delle luci dei riflettori si noterà chiaramente la forma della nave visitatrice all'interno dell'area illuminata.
E' un Grande corpo volante, apparentemente del tutto incurante delle centinaia di proiettili contraerei esplosi di cui è fatto bersaglio, senza alcun effetto.
Comunque le perdite si contarono, ma a terra. Almeno sei persone morirono come risultato diretto dell'attacco dell'esercito sull'UFO, che lentamente e pigramente si fece strada verso Long Beach prima di dileguarsi definitivamente.


AEROMOBILI NON IDENTIFICATI
Il giorno dopo, solo sul quotidiano Los Angeles Times, in un articolo di spalla a firma di un redattore, apparve una descrizione dell'UFO. Se ne evince un senso dell'energia e dell'emozione di quella notte.Il titolo recita: " Una folla infreddolita guarda il cielo illuminato dai colpi dell'artiglieria. Le esplosioni forarono l'oscurità come piccole stelle fiammeggianti... le luci dei riflettori sembrano dita protese a scrutare il cielo notturno... Urlano le sirene antiaeree... "Prendete quegli sporchi invasori! " e ovunque echeggiano le grida dei militari e della polizia. Ma l'oggetto nel cielo si muoveva lentamente, catturato al centro delle luci come il mozzo della ruota di una bicicletta circondato dai raggi splendenti.
Il fuoco sembrava esplodere in cerchio tutto attorno al bersaglio.
Gli astanti, tremanti al gelo del primo mattino, comunque non hanno avuto la possibilità di vedere un solo velivolo precipitare o bombe sganciate. "Forse è solo un'esercitazione", ha rimarcato qualcuno.
"Test un accidente! " è stata la risposta. "Non spari in aria tutto quel metallo a meno che non stai cercando di tirare giu' qualcosa. "
"L'oggetto bersagliato continuava a muoversi fiancheggiato dalle esplosioni vermiglie, mentre le casalinghe, avvolte dalle loro vestaglie, rabbrividivano e guardavano quella scena terrificante."
In prima pagina, sul Los Angeles Times del 26 febbraio 1942, il titolo a caratteri cubitali dice: "L'Esercito dichiara che l'allarme è reale", eppure nelle molte colonne dedicate all'evento, non appare la benchè minima descrizione dell'oggetto, per quanto fosse stato per oltre mezz'ora chiaramente inquadrato dall'occhio dei riflettori e visibile da centinaia di migliaia di cittadini.
Se non si era trattato di un falso allarme, cosa aveva penetrato lo spazio aereo di Los Angeles?
Su conferma della presenza sulla costa Sud di aeromobili non identificati da parte del comando a San Francisco, due le dichiarazioni ufficiali della Marina di Washington: la prima liquida la faccenda, per bocca del Segretario Frank Knox, con i "nervi scossi" della popolazione;
la seconda dichiara: "L'aereo che ha causato il blackout nell'area di Los Angeles per diverse ore questo mattino non è stato identificato".
Il comando della Army's Western Defense ha affermato che il blackout e le azioni contraeree sono state il risultato di un velivolo non identificato avvistato sull'area della baia.
La città è stata oscurata - conseguentemente all'ordine di sbarramento antiaereo emesso dal 14° Comando Intercettore - dalle 2:25 alle 7:21 del mattino dopo che un precedente
allarme giallo delle 19:18 era rientrato alle 22:23.
Il blackout si estendeva effettivamente fino al confine messicano e oltre, nella San Joaquin Valley. Non sono state sganciate bombe e non sono stati abbattuti aerei e miracolosamente, viste le tonnellate di proiettili lanciati in aria, solo due persone sono state ferite dalla caduta dei frammenti. (Quest'ultima affermazione del L.A. Times verrà successivamente smentita, portando il bilancio delle vittime a sei.
Riportiamo alcune testimonianze di persone presenti all'evento misterioso :
Riguardo quanto accadde la notte del 25 Febbraio 1942, lo scrittore Ralph Blum, che all’epoca aveva nove anni, scrisse che credette che i Giapponesi stessero bombardando Beverly Hills:
"C’erano le sirene, luci di riflettori, proiettili della contraerea che esplodevano in gran quantità nei cieli di Los Angeles. Mio padre, che nella Prima Guerra Mondiale era stato un osservatore dell’aeronautica e riconosceva l’artiglieria pesante quando la udiva, disse a mia madre di portare le mie sorelline nel rifugio sotterraneo, mentre io andavo con lui sul balcone al piano di sopra. Che scena! Erano passate le tre del mattino: le luci dei riflettori sondavano il cielo a occidente. Tra coloro che sparavano contro gli intrusi volanti riconoscemmo gli artiglieri del 65° reggimento Artiglieria Costiera di Inglewood e il 205° reggimento della contraerea di Santa Monica. L’oggetto bianco a forma di sigaro incassò molti colpi diretti, ma continuò il suo volo verso est".
Gli osservatori da terra videro anche più di 25 UFO. L’allora redattore del Los Angeles Herald Examiner- PeterJenkins,disse: :
"Vidi chiaramente la formazione a V di circa 25 velivoli argentei che muovevano lentamente verso Long Beach. " Il capo della polizia di Long Beach, J.H. McLelland dichiarò:
"Vidi quella che fu descritta come la seconda ondata di aerei dall’ultimo dei sette piani del municipio di Long Beach. Un osservatore della Marina con un potente binocolo Carl Zeiss, disse di aver contato nove velivoli nel cono dei riflettori. Il gruppo (di UFO) passava da un cono di luce all’altro, e sotto il fuoco delle mitragliatrici dell’artiglieria antiaerea volò dalla direzione di Redondo Beach e Inglewood a Fort MacArthur e continuò verso Santa Ana e Huntington Beach. Il fuoco dell’antiaerea era così pesante che era impossibile sentire il rombo dei motori degli aerei".
Il reporter Bill Henry del Los Angeles Times scrisse:
"Pur trovandomi a notevole distanza dall’oggetto lo vidi chiaramente, ma senza poterlo identificare... sarei pronto a scommettere che su quell’oggetto è stato diretto un gran numero di colpi".
Alle 2:21 del mattino il Generale John L. De Witt diede l’ordine di cessare il fuoco, mettendo di fatto fine a quei 20 minuti di battaglia nel cielo di Los Angeles.
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