venerdì 8 maggio 2015

Quali Verità?



Se ti convinco che la coscienza è peccato, vuol dire che riuscirò a mantenerti nell’ignoranza e così avrò sempre il potere su di te. Ogni  Dio violento, usurpatore, crudele, combattivo e unico è stato creato dall’uomo per giustificare le sue azioni. Pensaci bene, ogni Dio riflette la natura dell’uomo, e non viceversa. Per questo esistono il Dio Cristiano, e Allah, e Jahvè e tutti gli altri nomi che sono stati creati per giustificare le guerre, gli omicidi, la sopraffazione. Ma la scintilla dell’Essere Unico non è morta. Nei secoli è rimasta, in tanti piccoli segni, in tanti scritti, in tante tradizioni. 


Tavoletta enuma Elish
 

Era stata la lettura in originale di alcuni passi della Bibbia, in Aramaico, la cui traduzione in latino aveva trovato in più punti corrotta, che gli aveva instillato i primi dubbi. Non si era più fermato da allora ed era passato attraverso manoscritti babilonesi, sumeri e accadici, fino ad approdare alla scrittura cuneiforme. E si era imbattuto, quasi casualmente, nell’Enuma  Elish, L' Epopea della Creazione.




Un suo famiglio aveva acquistato quel libro da un mercante turco, che asseriva di averlo portato via dal palazzo di Akkad. Qui trovò mille anni prima che venisse scritta, l’origine della Bibbia. E capì alcune cose.


Ma ancora era lontano e ogni volta che si addentrava nelle profondità della creazione gli si aprivano continuamente nuovi mondi, di cui doveva trovare la porta d’accesso. Ritornò ai misteriosi babilonesi alla Mummu Tiamat, la generatrice degli dei, e a Nammu, la madre primigenia. E lesse ancora di civiltà oltreoceano, di cui si vagheggiava solo l’esistenza, ma i cui miti combaciavano con quelli conosciuti, come se, fin dall’inizio, fin dalla creazione, tutto fosse legato a un unico principio.


Tutto ciò contrastava non solo con il Dio cristiano ma anche con quello ebraico, nato prima, e con quello islamico, nato dopo. Ritornò quindi alla Bibbia, cercando fra le pieghe della scrittura un segno, un archetipo, qualcosa che unisse le leggende più antiche con la concezione di Dio. L’amore poteva essere la chiave. Dio è buono e misericordioso, in tutte le religioni. Ma tov, buono, riferito a un Essere Supremo, era usato solo poche volte. Perché? Molto più spesso era usato termine rachum, misericordioso. Ed ecco il punto d’unione, l’illuminazione: rachum e rechem, utero. Il tratto distintivo e istitutivo del Dio stava nella sua natura femminile. Dio era Madre. Non il Dio patriarcale, il Dio Biblico tramandato nei secoli, il Dio degli eserciti, il Dio maschio. Dio era Madre, era Dea. Era questo a unire tutte le più antiche, leggende, tutte le più antiche civiltà, questa era la prima e la più naturale forma di ogni religione. Una fede nata insieme con l’umanità, a qualunque latitudine.

Comprese così le terribili ragioni che portarono la Creatrice del mondo, la Madre a perdersi nella memoria, sostituita dall’avvento del Padre, delle tenebre, della guerra, delle punizioni e dalla Morte Eterna. Si accorse però che qualcosa era rimasto, nascosto tra le ceneri. Come alla fine di un cerchio, occultato nella preghiera più semplice, quella povera e inconsapevole donna della Palestina, Maria.

Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum, benedicta tu in mulieribus, et bnedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae.

Non Mater Christi, ma Mater Dei, Madre di Dio, la Creatrice.

Fu quando venne stabilito nel terzo concilio ecumenico, quello di Efeso. Dove l’Impero romano d’Occidente, ormai condannato, strappò l’ultimo privilegio: mantenere Roma capitale della Chiesa.

L’unico modo di perpetuare l’antico potere.

Estratto da una tra le molte Bibliografie di Giovanni Pico Della Mirandola che fu accusato dalla chiesa di eresia.

999 L’ULTIMO CUSTODE di Carlo A. Martigli (romanzo storico)


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