mercoledì 30 giugno 2010

Alla ricerca degli Alieni: ecco la cellula combustibile che rileva la loro presenza



Esiste una qualsiasi altra forma di vita sugli altri pianeti? La risposta arriva da uno nuovo strumento messo a punto da un team di ricercatori argentini, coordinato dal professor Ximena Abreyava, il quale, in un'intervista a Technology Review, ha annunciato la realizzazione di una cella combustibile capace di rilevare la presenza di vita aliena.


Il dispositivo a caccia di extraterrestri, non richiede altro che la forma di vita in questione possegga un processo metabolico, di qualsiasi tipo, che riceva energia chimica dall'esterno e la riusi per produrre energia all'interno di se stessa. Costituita da un anodo e da un catodo, la cella scopre le reazioni del metabolismo che, a loro volta, generano elettroni e protoni.

Questo il meccanismo: un anodo viene incorporato nella cella e viene analizzato. Dopodichè cattura gli elettroni generati nel processo metabolico, mentre i protoni passano attraverso una membrana, completando il circuito. La quantità di corrente che fluisce attraverso la cella è una diretta indicazione di vita.


I nuovi 'ghostbusters' , osservano dunque che "se esiste una forma di vita aliena, non necessariamente essa deve avere il nostro stesso metabolismo". E confrontando i risultati della cella pordotti su di un terreno con la presenza di forme di vita, con quelli di un altro terreno interamente sterile, gli esperti hanno appunto constatato una maggiore densità di corrente quando l'anodo veniva racchiuso in un'area contenente vita. Al contrario, invece, nei campioni sterili la cellula non dava lo stesso responso.

Tuttavia, Tech Review, è alquanto scettica a riguardo. Infatti, secondo quanto riporta la rivista, "la cella combustibile potrebbe generare falsi risultati positivi solo modificando la chimica del terreno analizzato, riducendo la potenza del flusso attraverso di essa".

Anche se l'innovazione firmata Abreyava uno spiraglio di speranza lo apre. Specialmente considerando le prime esplorazioni su Marte, negli anni '70, quando gli scarsi risultati conseguiti in merito alla ricerca di vita extraterrestre spinsero gli esperti a concentrarsi sulla ricerca esclusiva di acqua e di altri materiali, considerati essenziali alla vita.

Federica Vitale
Fonte

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