venerdì 10 settembre 2010

Omero e gli UFO? (Curiosità aggiuntive)


(Nave volante)
(Omero)
…abbiamo delle curiosità aggiuntive. (Vedi prima parte clicca qui)

Il richiamo tra il termine kubernétes (nocchiero) usato da Omero ed il vocabolo cibernetica: la scienza che studia la realizzazione ed il funzionamento di macchine automatiche capaci si simulare le attivi...tà di organismi viventi (sanno da sole dove andare, non hanno timonieri, non si perdono ecc…).
Ma un secondo aspetto strano è costituito dal “sonno” che coglie Ulisse durante il viaggio da Schèria ad Itaca: strano perché nei tragitti per mare Omero non racconta mai di uomini costretti a dormire;

strano perché quel sonno non si interrompe nemmeno al momento dello sbarco e strano perché non ha una durata temporale ben definita: Alcìnoo inoltre dice che le sue navi possono accompagnare chiunque in ogni luogo ed essere in grado di tornare in giornata: e che bisogno c’è allora di dormire se il viaggio è così corto?
Ulisse ha forse viaggiato nel mondo degli Dei (Elohim, Anunnaki; Neteru)?
Ha fatto un viaggio dove “non doveva” ed è per questo che Poseidone punisce i Feaci?
 
(Poseidone)


Hanno contravvenuto ad un ordine preciso?
Sono stati colpevoli di avere consentito ad un terrestre di andare dove non avrebbe potuto?
Questa loro possibilità concreta di concedere viaggi “speciali” era dovuto al fatto che Zeus stesso li definiva “ankìtzeoi” (Od. V, 35) “vicini, simili, parenti degli Dei” (semidei, prodotti delle unioni incrociate, come i LU-GAL sumeri o i Nefilim e i Gibborim biblici )?
Mah!
Ricordo comunque - per inciso - che Nausicaa ed Arete, figlia e moglie di Alcinoo, sono definite “bianche, candide”, esattamente come era definita una particolare casta degli anunnaki sumeri, GAL-GA, cioè individui “bianchi come il latte”.
(Ulisse e Nausicaa di Michele Desubleo)

Certo è che per timore dell’ira del Dio(??) da cui discendeva, Alcinoo dice:
«Ma su, come io dico facciamo tutti d'accordo:
smettete d'accompagnare mortali, quando pur venga qualcuno alla nostra città» (Odissea, XIII, 179-181).
Dunque sono i “mortali” quelli che non si dovranno più portare su quelle navi, che quindi erano riservate ad altra tipologia di utilizzatori.

Di Mauro Biglino



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